Dieci idee per l’istruzione del 21° secolo

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7. Aiutare gli insegnanti ad essere studenti

Le sfide del secolo 21 ° richiedono ai giovani di essere buoni studenti. Di essere studenti resilienti, capaci di fare errori e di imparare da essi. Essere studenti autonomi, disposti a prendere possesso dei processi che conducono ai saperi. Essere allievi flessibili, pronti a utilizzare diverse strategie di conoscenza per vivere in un mondo in continua e rapida evoluzione. Ma agli studenti per poter raggiungere questi obiettivi servono insegnanti che siano veri ‘maestri di apprendimento’, efficaci, in grado di comprendere pienamente per quali processi si giunge alla conoscenza e alle competenze. Il modo migliore che gli insegnanti hanno per raggiungere questo obiettivo è quello di diventare loro stessi studenti.

Le persone che maggiormente ispirano fiducia sono quelle che danno l’esempio, che sanno essere testimoni. Ne consegue che i docenti più capaci di coinvolgimento sono quelli che sanno dimostrarsi appassionati di apprendimento, in grado di emozionare i loro studenti nella ricerca delle risposte alle loro domande, che costantemente raccolgono nuove intuizioni e idee da una serie di fonti, sia all’interno della loro professione che al di là di essa.

Nel mondo è sempre più crescente il numero di educatori che riconoscono questo fatto, come ad esempio i docenti che ogni anno partecipano al Eastfeast’s week-long annual ‘Summer University’ nel Regno Unito. Qui, ad esempio, imparano da una squadra di giardinieri e di artisti come creare un ‘aula all’aperto’, in cui poter esplorare con i loro studenti l’ambiente attraverso attività quali la coltivazione di cibo.

Ci sono insegnanti che hanno preso l’apprendimento interamente nelle loro mani promuovendo incontri tra docenti, conferenze informali in cui presentare nel giro di pochi minuti esperienze e tematiche relative all’istruzione che più li entusiasmano. Si chiamano ‘teachmeets’ e sono organizzati un po’ in tutto il Regno Unito, centinaia di insegnanti vi partecipano, senza che nessuno glielo abbia imposto, ma per il desiderio di conoscere e scambiare le esperienze professionali.

Come in altre professioni e discipline impegnarsi nella ricerca è di fondamentale importanza, per l’innovazione e il miglioramento dell’istruzione ancora di più. Purtroppo, gli impegni della professione docente spesso finiscono per scoraggiare la maggior parte degli insegnanti, per cui è necessario mettere in atto strategie e strutture che consentano di migliorare la formazione docente prevedendo la ricerca continua come parte integrante della loro professione.

High Tech High, un gruppo di scuole charter di San Diego negli Stati Uniti d’America, ha affrontato tutto ciò con la creazione di una propria Graduate School of Education, nell’ambito della quale gli insegnanti conducono i propri progetti di ricerca, usando le loro classi come laboratori, pubblicando i loro risultati nel giornale edito dalle scuole High Tech High.

Gli insegnanti sono persone impegnate, e si potrebbe sostenere che la mancanza di tempo impedisce loro di imparare davvero, di valutare e riflettere sulle loro pratiche educative. Eppure gli esempi che abbiamo riportato sono la prova di insegnanti che collaborano con altri docenti e professionisti per accrescere e approfondire le loro competenze in materia di formazione.

Tra i docenti il desiderio di imparare è forte, ma è importante che possano disporre di piattaforme adeguate, sia a livello scolastico che di sistema. Incoraggiati e sostenuti ad imparare, gli insegnanti possono acquisire competenze e conoscenze che consentano loro di arricchire il loro curriculum e l’esperienza degli studenti, aprendo la strada a coltivare una cultura dell’apprendimento permanente che le generazioni più giovani possano emulare.

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