Dieci idee per l’istruzione del 21° secolo

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6. Aiutare gli studenti ad essere insegnanti

La scuola tradizionale tende all’individualismo e alla competizione. Per troppo tempo nelle nostre classi collaborazione e cooperazione sono state osteggiate, con l’idea che ognuno deve fare da sé e ottenere sulla base del proprio impegno. Non si copia, non si suggerisce sono l’espressione di questo modo di intendere l’esperienza scolastica. Così la solidarietà, il supporto tra compagni, l’ascolto e l’aiuto reciproco, se sono cresciuti l’hanno fatto sempre contro un sistema scolastico sospettoso nei confronti di tutto ciò.

Ora invece si va scoprendo che insegnare non è più una prerogativa esclusiva del docente e che l’insegnamento tra pari è più efficace della lezione ex cathedra.

Il lavoro dell’insegnante dispensatore di saperi, privato della didattica e di una più vasta gamma di ruoli e responsabilità, è oggi professionalmente squalificato.

Le scuole, infatti, stanno iniziando a riconoscere l’importanza di sviluppare attività che aiutino insegnanti e studenti a lavorare in modo complementare, consentendo loro di svolgere un ruolo più attivo nell’apprendimento proprio e dei compagni. Dopo tutto, gli studenti spesso hanno un talento naturale nel comprendere ciò che i loro coetanei trovano interessante e, di conseguenza, possono agire come tutor efficaci.

Lo Student Technology Leadership Program, gestito dalla Jefferson County Public Schools negli Stati Uniti, organizza campi dove gli studenti producono film di eventi storici, che vengono poi mostrati ai loro coetanei. Una coppia di bambine di dieci anni ha scelto di raccontare la storia di Claudette Colvin, una ragazza nera quindicenne, divenuta un pioniere del movimento per i diritti civili degli afroamericani quando si rifiutò di cedere il suo posto in un autobus pubblico.

Focalizzando l’attenzione sull’esperienza di una giovane con la quale tutti potevano identificarsi più facilmente, le ragazze sono state in grado di rendere questo pezzo di storia più rilevante per i loro compagni di classe.

Simili attività hanno un evidente vantaggio per gli “studenti insegnanti” in quanto, non solo devono comprendere e impadronirsi dell’argomento, ma devono anche pensare a come presentarlo in modo che sia coinvolgente e resti nella memoria degli altri, questo incoraggia a ricercare e a riflettere più a fondo sul materiale da trattare.

Gli studenti hanno molto da offrire anche come mentori e allenatori. Il Fife Peer Learning Experiment, nel Regno Unito, è un progetto a lungo termine a cui gli studenti delle scuole elementari sono stati associati per aiutarsi l’un l’altro nella lettura e in matematica. Questi progetti, che impegnano gli alunni in sessioni settimanali della durata varia da una a due ore, hanno dimostrato di essere efficaci per il raggiungimento di livelli più alti di preparazione, oltre a indurre lo sviluppo di comportamenti più maturi. Risultati particolarmente positivi si sono ottenuti quando gli studenti più grandi con carenze sia nella lettura che nel comportamento hanno agito come mentori nei confronti dei loro compagni più giovani con gli stessi problemi, aumentando in modo significativo le proprie competenze, l’autostima e la capacità di comunicazione. Il progetto ha prodotto aumenti significativi dei livelli sia in matematica che in lingua de mentori coinvolti.

Alcune scuole innovative stanno promuovendo una vera e propria partecipazione degli studenti, coinvolgendoli direttamente nell’organizzazione dell’apprendimento e dell’insegnamento.

La Harris Federation of Academies’ Student Commission on Learning nel sud-est di Londra ha offerto a più di un centinaio di studenti l’opportunità di lavorare in team con gli insegnanti per indagare gli approcci più efficaci per l’insegnamento e l’apprendimento. La loro ricerca è culminata in una serie di raccomandazioni che la federazione è impegnata ad attuare. Queste includono la proposta di nuovi ruoli per gli studenti che consentiranno loro di fare le cose tradizionalmente riservate agli insegnanti, come ad esempio la revisione e la progettazione degli elementi chiave dei piani di studio.

Naturalmente, la creazione di un rapporto più fluido tra insegnanti e studenti, secondo i tipi e le esperienze qui riportate, non è facile e deve essere costruito su una solida base di rispetto reciproco, di comprensione e di fiducia.

Eppure, dove le scuole sono state abbastanza audaci da condividere le responsabilità dell’insegnamento-apprendimento con gli studenti in modo autentico e significativo, i risultati sono stati estremamente positivi. Dal miglioramento nel rendimento scolastico ad una maggiore qualità degli apprendimenti, dall’aumento della frequenza scolastica a una maggiore flessibilità organizzativa, con conseguente crescita d’impegno e creazione di comunità scolastiche che lavorano insieme per rendere l’istruzione migliore.

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