Dieci idee per l’istruzione del 21° secolo

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5. Apprendere per progetti da realizzare

Al Build San Francisco Institute, una scuola superiore, gli studenti interessati al design e alla architettura hanno lavorato ad un progetto di arte urbana per la realizzazione delle piastrelle con cui decorare il nuovo molo 14 del porto di San Francisco.

Dieci settimane il tempo che avevano a disposizione dall’ ideazione delle tessere fino al montaggio finale. Ogni giorno di scuola mezza giornata dedicata al progetto, un lungo processo che ha consentito loro di apprendere una gamma di nuove competenze, dal darsi una disciplina rigorosa per rispettare le scadenze imposte, fino all’organizzazione necessaria per ottenere il meglio dal lavoro di squadra, unitamente all’importanza della resilienza. Infatti il loro lavoro inizialmente è stato bocciato dalla commissione degli urbanisti che l’hanno valutato, perché secondo loro il tema marittimo era troppo vago, per cui gli studenti hanno dovuto ricominciare da capo e ricercare un’idea migliore. Oggi, è possibile vedere l’esito del loro prodotto finale incastonato nelle pareti del molo 14.

Oggi, un numero crescente di giovani sta imparando attraverso la realizzazione di progetti concreti, negli Usa, come in Canada ed in altre parti del mondo. Progetti che richiedono di svolgere attività di ricerca oltre i confini delle tradizionali materie scolastiche, di creare un prodotto di qualità professionale che richiede molteplici apporti, di presentarlo pubblicamente a compagni, genitori e al resto del mondo.

Progetti come quello del Build San Francisco Institute forniscono agli studenti una esperienza di lavoro in team, di gestione del tempo, di illustrazione al pubblico del proprio lavoro, tutte competenze indispensabili per il mercato del lavoro.

Ma è anche molto di più, perché in questo modo la scuola vive nel territorio, la scuola assume significato per il territorio e il territorio per la scuola. Il territorio si fa potente mezzo di motivazione e di riconoscimento del lavoro e degli sforzi degli studenti, che assumano una forte valenza sociale. Inoltre le scuole si aprono alle loro comunità e la comunità diviene ambiente allargato di apprendimento, non solo ambiente da integrare alla scuola dal punto di vista sociale, ma in quanto luogo fonte di saperi, conoscenze e competenze. Perché gli studenti conducono le loro ricerche, portano la loro attività oltre le mura scolastiche, e, oggi, imprese locali, come Port of San Francisco, iniziano a commissionare alle scuole i loro progetti.

Gli insegnanti, oltre ad essere fornitori di conoscenze, hanno l’opportunità di essere designer, registi, progettisti creando le condizioni perché gli studenti imparino sul posto, direttamente dal fare e dall’applicare, non solo dal conoscere. E, soprattutto, inviano un messaggio agli studenti che il loro apprendimento è importante non solo per sé stessi o per la scuola, ma per le tante persone che lavorano con loro ai progetti, oltre che per l’intera comunità.

Apprendere e riuscire a fare, è questo apprendere per progetti. Concretizzare in un prodotto significativo per sé e per gli altri, perché è il prodotto del proprio impegno e dei propri sforzi, il modo migliore per motivare gli studenti all’apprendimento, a cogliere l’importanza di sviluppare l’apprendimento per tutta la vita, con la consapevolezza che in questa era di rapida evoluzione digitale sono necessarie persone che siano soprattutto brave ad imparare.

Tre cose: riformulare, criticare, esporre sono le chiavi che rendono efficace l’apprendimento per progetti perché formano gli studenti all’etica del lavoro di alta qualità.

I progetti più efficaci inducono gli studenti a predisporre diverse bozze prima di giungere al prodotto finale, il lavoro è continuamente sottoposto al giudizio e alla critica degli altri e il prodotto finito è esposto pubblicamente.

Quando i progetti ben riusciti sono sviluppati in questo modo, con input e feedback provenienti da fonti differenti, consentono agli studenti di acquisire competenze come la costanza nell’impegno, il problem-solving, la capacità di adattamento, quelle stesse che i datori di lavoro chiedono a chi esce dalle scuole e dalle università. Vengono inoltre abbattute le frontiere tra apprendimento scolastico e apprendimento professionale, tra il dentro e il fuori, tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi.

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