Dieci idee per l’istruzione del 21° secolo

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1. Lezioni aperte

La lezione di 45-60 minuti regna sovrana nei sistemi scolastici di tutto il mondo da molto tempo, costringendo gli insegnanti a realizzare le loro unità didattiche con precisione militare. Non importa se gli studenti non hanno pienamente compreso i contenuti della lezione prima del suono della campana, il tempo, dopo tutto, non attende nessuno.

Sempre più spesso, però, le scuole si stanno spostando dalla concezione della lezione come rigida unità, specifica per tema e quantità di tempo che si svolge tra le quattro mura di un’aula, per abbracciare l’idea che una lezione può essere molte cose. Organica o strutturata. Lunga o corta. Svolta all’interno o al di fuori dei locali della scuola. E come la struttura delle lezioni può essere diversificata, così può essere differente anche il ruolo dell’insegnante.

Molti docenti che hanno trovato gli orari scolastici rigidi, troppo poco flessibili, hanno risolto il problema decidendo di sbarazzarsi del tutto della lezione tradizionale. Scuole come quella di Kunskapsskolan a Stoccolma in Svezia e Lumiar in Brasile si sono organizzate intorno a piani di apprendimento individuali o a progetti di gruppo che variano per durata. In questi casi spazi, tempi e risorse non sono predeterminati. Spetta agli studenti decidere il loro uso migliore, al fine di soddisfare i loro obiettivi di apprendimento. Insegnanti tutor, insegnanti di sostegno agli studenti nel corso di questo processo monitorano attentamente i loro progressi. Il tempo della lezione può essere ampliato o ridotto in modo da consentire uno stile di insegnamento più flessibile.

Mentre ancora tutto ciò non costituisce la norma, ci sono insegnanti che si stanno rendendo conto del vantaggio di offrire lezioni più lunghe, consentendo agli studenti un arco di tempo adeguato a condurre ricerche, agli approfondimenti, a realizzare progetti estesi.

Nel Regno Unito, la “Royal Society of Arts’ Opening Minds curriculum” propone, tra le altre cose, lezioni di tre ore che forniscono agli insegnanti e agli studenti la possibilità di esplorare in profondità argomenti transdisciplinari. Le scuole che hanno abbracciato questo approccio hanno riportato livelli più elevati di soddisfazione del personale, insieme a livelli di maggiore maturità e autonomia degli studenti. Un principio simile è applicato al Cramlington Learning Village, sempre nel Regno Unito, dove gli esperimenti scientifici sono condotti in blocchi di mezza giornata per permettere agli studenti di essere completamente immersi nelle attività.

Ci sono insegnanti, convinti del valore della flessibilità e dell’apprendimento personalizzato, che utilizzano le nuove tecnologie in modo da trasformare le lezioni tradizionali in esperienze più coinvolgenti. Negli Stati Uniti, la Khan Academy, un’organizzazione educativa senza scopo di lucro, utilizza contenuti didattici online per offrire l’approccio della “Flipped classroom”, la “classe capovolta”, in cui i contenuti della lezione vengono di volta in volta forniti agli studenti al di fuori delle ore scolastiche attraverso l’istruzione online. Questo consente di liberare il tempo d’aula per domande, discussioni più approfondite e per l’applicazione pratica dei contenuti, massimizzando così le opportunità di interazione tra insegnanti e studenti. La ricerca ha dimostrato che questa inversione del tradizionale tempo di classe e dei compiti a casa è altamente efficace, gli studenti che hanno partecipato a questo modello segnano una media del 74% nei test, rispetto al 41% degli studenti che seguono un insegnamento tradizionale.[1]

Le nuove tecnologie aiutano a rivisitare radicalmente il tempo e lo spazio scolastici, dimostrando come le lezioni non debbano più necessariamente aderire all’unico schema di approccio conosciuto che è quello caratteristico del sistema tradizionale. Lezioni più personalizzate consentono agli studenti un maggiore controllo sul loro apprendimento, ma non solo, particolarmente importanti sono anche le implicazioni per gli insegnanti. In questo modo gli insegnanti hanno l’opportunità di assumere ruoli diversi da quello della tradizionale lezione frontale, della trasmissione del sapere, per assumere quello del mentore, dell’allenatore, del designer di progetti che mettono in risalto il mondo reale e la rilevanza del materiale studiato. Questo consente ai docenti di svolgere con gli studenti una funzione più appagante e più creativa nella progettazione e nella fornitura dei piani di studio.

(precedente)                                                                                                            (continua)

[1] Per l’Italia si veda: Maurizio Maglioni, Fabio Biscaro, La classe capovolta, Erikson Edizioni, 2014

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